LA TERAPIA

Non esiste una terapia specifica in grado di guarire l'AIG. Lo scopo principale del trattamento è di permettere al bambino di condurre una vita normale e di prevenire danni alle articolazioni ed agli altri organi, in vista di una remissione spontanea della malattia, la quale nella maggior parte dei casi avviene dopo un lasso di tempo variabile ed imprevedibile. La terapia si basa principalmente sull'uso di farmaci che inibiscono l'infiammazione sistemica e/o articolare e su procedure di riabilitazione che permettono di preservare la funzionalità articolare e che contribuiscono a prevenire l'insorgenza di deformità.
La terapia è abbastanza complessa e richiede la collaborazione di diversi specialisti: pediatra reumatologo, chirurgo ortopedico, fisiatra, oculista.

TERAPIA FARMACOLOGICA
1) Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
Sono farmaci sintomatici antinfiammatori e antipiretici (cioè che abbassano la febbre); sintomatici significa che non sono in grado di indurre la remissione della malattia, ma servono a controllare i sintomi dovuti all'infiammazione. I più usati sono il naprossene e l'ibuprofene; l'aspirina, sebbene utile ed economica, oggigiorno viene utilizzata sempre meno soprattutto per il rischio di tossicità (effetti sistemici in caso di elevati livelli nel sangue, tossicità epatica nell'AIG sistemica). Generalmente sono ben tollerati e l'intolleranza gastrica, l'effetto collaterale più frequente tra gli adulti, è rara nei bambini. Non è indicata l'associazione tra diversi FANS ma a volte un FANS può riuscire dove un altro ha fallito. L'effetto ottimale sull'infiammazione articolare si ottiene solo dopo alcune settimane di terapia. 
2) Infiltrazioni delle articolazioni
Si utilizzano per controllare il rischio di deformità e per ottenere una rapida mobilizzazione articolare. Il farmaco iniettato è uno steroide a lunga durata di azione chiamato triamcinolone esacetonide. L'assorbimento da parte del circolo sanguigno è minimo ed il suo effetto si esercita a livello locale di solito per molti mesi.
3) Farmaci di secondo livello
Sono indicati per quei bambini affetti da una forma progressiva nonostante siano stati sottoposti ad un adeguata cura con FANS e infiltrazioni articolari di steroidi. I farmaci di secondo livello vengono aggiunti alla terapia di base con FANS. Gli effetti di quasi tutti i farmaci di secondo livello diventano evidenti solo dopo diverse settimane o mesi di trattamento.
Il farmaco di secondo livello di primo impiego è il metotressato somministrato a basse dosi settimanali. È efficace nella maggior parte dei pazienti. Ha una attività antinfiammatoria ma è anche in grado, in alcuni pazienti, e attraverso meccanismi sconosciuti, di portare alla remissione della malattia. Generalmente è ben tollerato; gli effetti collaterali più frequenti consistono in sintomi gastrici (nausea e vomito) e nell'aumento delle transaminasi (esami che valutano la funzionalità del fegato). L'associazione con acido folico o folinico, una vitamina, riduce considerevolmente il rischio di effetti collaterali.
Anche la salazopirina e la ciclosporina si sono rivelati efficaci nel trattamento dell'AIG. Sono generalmente meno tollerate rispetto al methotrexate.
Per altri farmaci di secondo livello potenzialmente utili quali la leflunomide, non sono stati ancora condotti studi appropriati che possano stabilirne l'efficacia nell'AIG.
Nuove prospettive sono state introdotte in questi ultimi anni con l'utilizzo dei così detti farmaci biologici, come gli anti-TNF, agenti che selettivamente bloccano il tumor necrosis factor (TNF), un mediatore essenziale del processo infiammatorio. Sono usati da soli o in associazione con methotrexate e sono efficaci nella maggior parte dei pazienti. Il loro effetto è abbastanza rapido e il loro livello di sicurezza ad oggi ha dimostrato di essere soddisfacente. Questi ultimi farmaci sono utilizzati solo da pochi anni: è quindi necessario attendere altri anni per poter stabilire gli effetti collaterali a lungo termine. Così come tutti i farmaci di secondo livello devono essere presi sotto stretto controllo medico. I farmaci anti-TNF sono molto costosi e possono essere prescritti solo da specialisti abilitati.
L’etanercept, un anti-TNFα è attualmente approvato all’uso solo nelle forme di AIG poliarticolare che non hanno risposto al metotressato. L’infliximab e l’adalimumab invece, sono utilizzati nella terapia dell’uveite.
4) Corticosteroidi
Sono i farmaci antinfiammatori disponibili più efficaci, ma il loro utilizzo è limitato perché una terapia steroidea prolungata nel tempo può causare diversi e gravi effetti collaterali tra i quali l'osteoporosi (diminuzione del contenuto di calcio nelle ossa) e il blocco dell'accrescimento. Sono comunque preziosi nel trattamento dei sintomi sistemici resistenti ad altre terapie, nelle forme gravi e pericolose che minacciano la vita del paziente e come farmaco "ponte" nel controllo della fase acuta della malattia in attesa che i farmaci di secondo livello facciano effetto. Steroidi ad uso locale/topici (colliri) sono utilizzati per la cura dell'iridociclite. Nei casi più gravi possono essere necessarie delle iniezioni di steroide nell'occhio (peribulbari).

II trattamento farmacologico dovrebbe durare finchè la malattia persiste. La durata della malattia è imprevedibile; iI decorso dell'AIG è spesso caratterizzato da periodiche remissioni e ricadute con conseguente necessità di modifica del trattamento. La completa interruzione del trattamento avviene solo dopo una prolungata e completa remissione della malattia.

CHIRURGIA ORTOPEDICA
È indicata soprattutto per sostituire tramite protesi delle articolazioni distrutte e per il "rilascio" (incisione chirurgica) dei tessuti peri articolari (intorno alle articolazioni) nel caso ci siano delle contratture permanenti.

RIABILITAZIONE
II trattamento riabilitativo è un aspetto fondamentale della terapia. Include esercizi appropriati cosi come, in casi particolari, l'utilizzo di tutori di posizione per prevenire posture scorrette. Deve essere iniziata presto ed effettuata con regolarità per mantenere movimenti, il trofismo e la forza muscolare e per prevenire, limitare e correggere le deformità.

 L'ESAME DELL'OCCHIO CON LA LAMPADA A FESSURA
Nei pazienti a rischio (ANA positivi) l'esame con la lampada a fessura deve essere eseguito almeno ogni tre mesi.
Coloro che hanno sviluppato l'iridociclite dovrebbero effettuare molti più controlli, la frequenza dei quali dipende dalla gravità del coinvolgimento oculare. Il rischio di sviluppare l'iridociclite diminuisce nel tempo essendo maggiore nei primi anni di malattia, tuttavia l'iridociclite può svilupparsi anche molti anni dopo l'insorgere dell'artrite.
È quindi prudente controllare gli occhi per molti anni anche se l'artrite è in remissione. L'uveite acuta, che può insorgere in pazienti con artrite ed entesite, è sintomatica (occhi arrossati, dolore e fotofobia): per questi pazienti non sono necessari esami di screening con lampada a fessura